“E ci sfioriamo ancora, lontano nella nebbia
che sia stato uno sguardo di un momento
un sorriso soffocato forse sfugggito alle catene della ragione
un ricordo riemerso dalla corrente del tempo.
l’ho sentito davvero li sotto la pelle
in quel posto nascosto alla mente
dove l’anima conserva quello che il corpo non vuole.
oppure è stato solo un pugno uscito dal profondo,
tirato con rabbia a colpire quel muro
che con tanta premura abbiamo costruito insieme
e che ora accarezzo dal mio lato in cerca di una crepa
uno spiraglio dal quale poter avvertire una volta ancora un tuo bisbiglio,
una parola da imparare e recitare, da aggiungere al mio bagaglio
lungo questa strata che con amara consapevolezza
sto imparando sempre meglio a percorrere da solo.”
è strano come ultimamente l’ispirazione che mi porta scrivere sia sempre legata a momenti di malinconia. Non sputo in faccia a ciò che mi è dato e non soffoco quello che la mia mente partorisce, quindi, questo è, anche se forse un po’ scontato, una piccola cosa scritta prima di andare a dormire, di getto in un momento d’ispirazione. Prendetela così perchè è così che è nata, senza correzioni o ripensamenti, così ve la condivido, sperando di farvi un gradito omaggio.
Ste
